Si guida come un auto, si vive come una casa. Soggiorno, sala da pranzo, camera da letto e pure vista panoramica allo stesso tempo. Compatto, confortevole e capace di adattarsi a gite improvvisate ma anche a viaggi studiati in dettaglio, arrampicandosi per i passi più impervi o scendendo sentieri sterrati sino alla riva del mare.

Quando abbiamo deciso di acquistare un van, non abbiamo fatto grandi ricerche di mercato. Era chiaro  che – se vita in van doveva essere – allora ci avrebbe accompagnato un Bulli. A proposito, sapete perché il primo Volkswagen Transporter – la cosiddetta serie “T” – venne soprannominato Bulli? Da un lato il gioco di parole dalle iniziali di bus e Lieferwagen (furgone), dall’altro un riconoscimento serio alla solidità del veicolo: bullig, ossia massiccio, robusto, in tedesco. Prova ne è che a distanza di decenni il Bulli ancora calca il palcoscenico stradale primo nelle vendite e piace anche per la sua affidabilità.

Nel 2019, per festeggiare i suoi 70 anni, con a quel momento già oltre 12 mio di veicoli venduti, e oggi, anche a causa del covid19, molti di più, la casa automobilistica tedesca ha presentato la generazione T 6.1. L’ultimo nato non ha solo un aspetto più scattante ma anche una paletta di automazioni da far invidia ai prototipi di alta gamma presentati al salone di Ginevra.

Il Bulli viene dal passato ma ha una fame di futuro che si fa sentire! Chi sa guidare, chi ama guidare, di solito respinge le innovazioni e le automazioni eccessive, però, c’è un però, nel caso del T 6.1 si tratta di una vera rivoluzione alla guida che permette di fare centinaia di km senza stancarsi. Non solo 4×4, anche impostazione della velocità e rispetto delle distanze dal veicolo che precede, e ancora aiuto al mantenimento della corsia, assistenza per trainare come per posteggiare e traiettoria stabile anche in caso di forti raffiche di vento. In aggiunta uno schermo superlativo sopra lo specchietto retrovisore da cui controllare tutto, ma proprio tutto: dall’apertura del tetto, ai comandi di frigorifero, riscaldamento e illuminazione, stato del serbatoio dell’acqua e delle batterie, e ancora la livella grafica su due assi. Avventura sì, ma con un equipaggiamento di tutto rispetto. Lunga vita al primo T 1, per chi se la sente, T 6.1 senza remore per tutti gli altri.

Record di vendite anche in Svizzera

VW California T 6.1